♡ DI CUORE IN CUORE ♡ – passato presente e futuro raccontato dai presidenti diocesani emeriti

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In occasione della festa diocesana DI CUORE IN CUORE,  i presidenti diocesani emeriti hanno consegnato all’Ac di oggi tre parole – per il passato, il presente e il futuro – per raccontare questa #bellastoria che vede ragazzi giovani e adulti protagonisti di ogni tempo

1957-1977
LUIGI DE TOMMASI
 

Passato: dono d’amore per la Chiesa

Presente: fraternità operosa con le altre associazioni

Futuro: servire in letizia

1977-1982
MICHIELE DI SCHIENA
 

Passato: OBBEDIENZA

Presente: CORRESPONSABILITÀ 

Futuro: PROFEZIA

1984-1989
FORTUNATO SCONOSCIUTO
 

Passato: GRATITUDINE INFINITA 

Presente: GIOIA di una maternità tenera nei confronti dei giovani che continuano a fare la scelta associativa.

Futuro: CUORE APERTO AL MONDO soprattutto verso coloro che fanno fatica a vivere

1989-1992
GIANCARLO CANUTO
 

Passato:
Scelta religiosa: la peculiarità più profetica della nostra Associazione. Scegliere di servire l'intera missione della Chiesa senza ritagliarsi uno spazio per se. Valorizzando la responsabilità dei laici a servizio di questa missione. Altre associazioni  vivono esaltando le legittime loro caratteristiche rischiando di finire per lavorare per se stessi. L'AC si consuma nel servizio alla Chiesa nelle sue diverse articolazioni. 

Presente:
Papa Francesco: l'AC non può lasciare solo il Papa nella sua azione di rinnovamento. Nè servirebbe a niente un grande Pontefice ed una Chiesa mediocre e ripiegata su se stessa. E per il Papa questo percorso ha un nome: la Chiesa In Uscita. I laici di AC dovrebbero aiutare la Chiesa ed i presbiteri a cogliere il senso profondo di questa chiamata che può essere riassunta nel capovolgimento della parabola evangelica della pecorella smarrita.Oggi smarrite sono le 99 e noi continuiamo a curarci solo dell'1 rimasta. La Chiesa in Uscita ci chiama a questa nuova consapevolezza anzichè agire come se tutto fosse come decine di anni fa.

Futuro:
Cambiamento: se ci vorranno anni per cogliere il messaggio del Papa il futuro ci riserva l'impegno concreto a realizzarlo questo cambiamento, non solo a predicarlo. E cambiamento vorrà dire modificare radicalmente non solo mentalità ma anche l'organizzazione del nostro modo di essere Chiesa. Perchè se la Chiesa dovrà essere in Uscita non può destinare il 98% delle proprie energie all'interno, come accade finora.

1992-1998
GIUSEPPE MORO
   
1998-2005
LUCIA MARSEGLIA
 

Passato: memoria accompagnatrice

Presente: casa accogliente

Futuro: testimonianza della nostra esistenza

2007-2011
LILIANA FALCONE
 

Passato:
FEDELTA’. Fedeltà a Dio ,all’uomo,all’Associazione,alla Chiesa.

Presente:
RICCHEZZA. La nostra A.C. è ricca ,sicuramente non di soldi ,ma della presenza e dell’amore di ogni socio; ricca dell’entusiasmo e della gioia di servire ad ogni età,con libertà e gratuità;ricca della possibilità di crescere nella comunione.  Per brevità non cito le altre ricchezze,che sono tante.

Futuro:
LAICITA’. Laicità intesa come capacità di guardare con simpatia e fiducia al mondo in cui viviamo. Siamo chiamati ad esservi presenti da cristiani liberi e pronti a spenderci per il bene della persona che va rimessa al centro dell’attenzione sociale e politica. Laicità come partecipazione. 

2012-2016
PIERO CONVERSANO
 

Passato:
Appartenenza alla Chiesa, all'AC che testimonia  la fedeltà a Dio e all'uomo

Presente:
Entusiasmante . Laici che sono entusiasti di aver incontrato Lui. Entusiasti di servire la Chiesa . Entusiasti di servire gli ultimi

Futuro:
Coraggiosa . Un ac capace di scelte controcorrente – coraggiose per il bene della Chiesa e delle nostre città

I saluti del presidente diocesano, Francesca De Pasquale:

Buon pomeriggio SOCI, FRATELLI, AMICI dell’AZIONE CATTOLICA di Brindisi-Ostuni.

Per chi ancora non mi conoscesse, mi presento: sono FRANCESCA DE PASQUALE, la mia casa parrocchiale è la Chiesa Madre di San Pancrazio Salentino. Dall’11 Marzo 2017 sono la vostra nuova Presidente diocesana di AC e lo sarò, se il Signore lo vorrà, fino al 2020. Quindi dovrete sopportarmi e supportarmi per molto tempo con la pazienza e con tante preghiere. Succedo a punta di piedi al lavoro egregio e instancabile di Piero e di tutti i vice presidenti e responsabili avuti nei 6 anni scorsi.

Dopo un periodo di tanti “SE e MA”, ora posso dire che sono veramente contenta di rappresenta il vostro/nostro PRESENTE dell’AC della nostra diocesi.

Non vi nego la paura iniziale di questo nuovo incarico arrivato in un periodo particolare della mia vita, dove tutto è sospeso e in continua costruzione, ma già dalle prime ore ho sperimentato la bellezza e il dolce peso della carezza di Dio rappresentata dalle relazioni associative e familiari.

La mia paura si è trasformata in FORZA  grazie al “ce la farai” di mio marito; allo “staremo con te” di mia madre, mio padre e mia sorella; lo sguardo dal cielo di mio suocero e anche “chi te la fa fare” dei miei amici.

Ho vissuto la metamorfosi della paura, uscita poi dal bozzolo sotto forma di SFIDA, grazie all’incoraggiamento e sostegno ricevuto dai miei e nostri adorabili assistenti diocesani: Don Salvatore, Don Luciano, Don Mimmo, Don Alessandro e anche Don Piero Tundo. È stato fraterno ricevere le buone parole della passata presidenza diocesana e della mia associazione parrocchiale.

È stato un sollievo incontrare in quei giorni lo sguardo rassicurante del mio caro amico-fratello Francesco e ltrettanto fortificante sono stati i “KEEP CALM” di Matteo e Cristina.

È stato bellissimo sperimentare la bellezza del caloroso abbraccio di tutta l’AC diocesana rappresentata dalla vicinanza insostituibile del mio amato Piero.

GRAZIE DIO, GRAZIE A TUTTI, GRAZIE CHIESA LOCALE PER AVER RIPOSTO IN ME TANTE FIDUCIA.

Con voi, con i 1000 volti presenti in questa piazza voglio ringraziare la città di Mesagne e chi la rappresenta a livello civile, ecclesiastico ed associativo.

  • Grazie al sindaco Pompeo, al segretario Antonio, all’amministrazione comunale e ai volontari, per aver dato importanza alla nostra festa, al nostro incontro. Grazie per la disponibilità, per aver reso tutto più agevole e per aver dato testimonianza di una SANA COLLABORAZIONE.
  • Grazie agli assistenti parrocchiali di Mesagne che avranno sicuramente ricordato questo appuntamento con le loro preghiere nelle loro comunità parrocchiali.
  • La mia infinita gratitudine è rivolta ai presidenti parrocchiali, ai consiglieri ed educatori di Mesagne che hanno reso la loro città a misura di AC. GRAZIE per il tempo speso per noi!
  • Sulla scia dei ringraziamenti, non posso non dedicare un abbraccio a tutti i presidenti emeriti della nostra AC diocesana presenti e assenti per aver accettato l’invito, per aver donato testimonianza storica a tutti noi, a tutti i 3846 soci iscritti e tesserati.

“Vicini di cuore in cuore” dobbiamo sentirci in questa bellissima città che ce lo ricorda nel suo centro storico a forma di cuore. Questa giornata unitaria ci inserisce nuovamente nei festeggiamenti dei 150 anni della nostra Grande Famiglia e ci ricorda di gioire per essa, perché ci insegna a testimoniare la Fede ogni giorno nelle sfide e nelle conquiste della nostra vita.

Ragazzi, giovani e adulti di AC, facciamo la nostra Storia “ di cuore in cuore” non lasciando spazio allo scoraggiamento  e alla stanchezza.

“Di cuore in cuore” è il titolo di questa festa, è il motto di quest’incontro scelto dalla nostra presidenza diocesana che, permettetemelo, merita tutta la nostra riconoscenza. Il loro lavoro coadiuvato da quello dell’equipe adulti, MLAC, giovani e ACR è stato caratterizzato da una bella sintonia, da una forte emozione e una grande capacità di tutti.

Grazie: ANTONELLA, CHECCO, MINO, GIORGIO, MARICA, FABRIZIA, SANTINO, IOLANDA, FRANCESO, DON SALVATORE, DON LUCIANO, DON MIMMO E DON ALESSANDRO, tutti i membri equipe e consiglieri. Grazie per aver confermato il vostro SI, grazie per aver accettato l’invito di continuare a camminare costruendo la storia della nostra AC diocesana.

Grazie Presidenza, grazie compagni per aver deciso di intitolare questa festa “di cuore in cuore” monito utile per ricordarci di ascoltare con attenzione il battito sensibile di chi ci sta vicino.

È un’azione difficile questa…noi uomini non siamo in grado di AUSCULTARE il cuore se non attraverso uno STETOFONENDOSCOPIO oppure appoggiando il nostro orecchio sul cuore dell’altro, vivendo e praticando così il dono della VICINANZA.

NON RIUSCIAMO ad auscultare nemmeno il nostro cuore, a meno che’ una situazione particolare ci abbia fatto emozionare e quindi causare l’accelerazione dei battiti.

Eh bene, l’augurio migliore che possiamo farci in questa festa è rivolto al nostro essere laici in grado di praticare la VICINANZA dei nostri cuori e delle nostre orecchie; auguriamoci oggi di diventare laici emozionati, TACHICARDICI di gioia, con un cuore pulsante, avente più di 100 battiti al minuto, diventando per l’altro strumenti di contagioso stupore.

Questa festa ci insegni a diventare testimoni di una storia che passi dal CUORE  delle nostre parrocchie, a volte ammalato, attraversi le ARTERIE del nostro servizio per arrivare poi nei TESSUTI della vita dell’altro.

Come dice Papa FRANCESCO: “Diventiamo viandanti della Fede” in un tempo in cui la PRECARIETÀ fa da padrone.

Nella scia della giornata di ieri, dedicata alla nostra Repubblica, e immessi nella celebrazione della Pentecoste, facciamoci toccare dal fuoco dello Spirito Santo per sentirci chiamati all’ IMPEGNO e interpellati DALL’URGENZA di una SANTA USCITA verso le nostre città, per parlare insieme la lingua della Pace.

Pace che ci fa mettere al centro delle nostre scelte progetti e contenuti attenti e capaci di trasformarci in ARTIGIANI DELLA VITA e COSTRUTTORI di una Storia rappresentata da un  emozionante presente, un costruttivo passato e un entusiasmante futuro.