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Atto Normativo Diocesano:

INTRODUZIONE
L’Atto Normativo Diocesano è il documento che regola la vita, l’ordinamento e le funzioni dell’associazione diocesana, facendo riferimento alle norme dello Statuto e del Regolamento Nazionale. Esso esplicita la scelta della diocesanità , cioè del radicamento nella Chiesa locale e nel contesto socio-culturale proprio, visione conciliare resa più esplicita con lo Statuto del 2003 .
Questa scelta ci consente di esprimere con autenticità l’identità laicale della nostra associazione e nel contempo la sua ecclesialità. E’ il radicamento territoriale che ci permette di leggere la situazione dell’oggi e di dare risposte alle istanze e alle aspettative degli uomini e delle donne del nostro tempo, con la certezza che solo dall’incontro con il Signore della storia mutuiamo la Speranza per l’oggi.
La scelta della diocesanità non riduce la valenza della dimensione nazionale che per dirla con Paola Bignardi «deve poter restare riconoscibile come il luogo organizzato entro cui si vive l’unica identità». Lo Statuto agli artt. 12 e 20 sancisce la duplice costituzione dell’Associazione in diocesana e nazionale; pertanto l’Atto Normativo Diocesano definisce l’identità, il ruolo, l’impegno e lo stile che l’associazione assume nel contesto diocesano. Risulta, pertanto, quello strumento che definisce quale presenza oggi l’AC intende esprimere con riferimento alla normativa nazionale coniugando in chiave locale scelte ideali e aspetti istituzionali.
Accompagnati dall’attenzione costante del nostro Arcivescovo, dalla presenza attenta e discreta dei nostri Sacerdoti Assistenti e dalla preghiera e dall’affetto di tanti, affidiamo a Maria, Regina dell’Azione Cattolica, il nostro impegno e la nostra vita associativa.

Brindisi, 24 ottobre 2004
Il Consiglio Diocesano
Puoi scaricare l'Atto Normativo completo, in formato .pdf, cliccando qui.

PREMESSA STORICA
L’Azione Cattolica Italiana dell’Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni è a servizio della nostra Chiesa diocesana da circa un secolo. Un primo segno della presenza dell’A.C. si riscontra nel 1910 e riguarda le donne; il dato è contenuto in una relazione ufficiale tenuta dalla presidente diocesana dell’Unione Donne, in un importante convegno “Fanciulli Cattolici” tenutosi a Brindisi nei primi anni ’50.
Questo è un dato importante perché “l’unione tra le Donne Cattoliche d’Italia” voluta dal Santo Padre San Pio X è concretizzata da Cristina Giustiniani Bandini, col fine di associare le donne, senza distinzioni di età, per animare cristianamente il mondo femminile, in analogia con quanto realizzato in campo maschile, con la “Società della Gioventù Cattolica” istituita nel 1867 da Mario Fani e Giovanni Acquaderni.
Nel 1918 nasce la “Gioventù Femminile di AC”, grazie ad Armida Barelli.
A Brindisi venne istituita questa associazione per le ragazze fino a 30 anni; ne divenne presidente la signorina Ninetta Passante.
Ad Ostuni la prima associazione sorse nel 1919; nel 1920 l’Arcivescovo mons. Valeri ed il Vicario generale Tamborrino ne promossero l’organizzazione diocesana.
Nel 1922 è citata la partecipazione di due socie al congresso nazionale e nel 1923 l’organizzazione e lo svolgimento di una settimana sociale.
A guidare l’associazione ad Ostuni c’era la signora Maria Tanzarella Panese che curava la formazione delle giovani e delle donne sia della diocesi di Ostuni che di Brindisi.
Per la documentazione della costituzione dei rami maschili dell’associazione (Unione Uomini e Gioventù Italiana di Azione Cattolica) bisogna arrivare al 1935 – 1936, anche se dal diario dell’arciprete di Veglie – mons. Mele – risulta che nella sua parrocchia di S. Giovanni – S. Irene, l’associazione di Gioventù maschile è stata fondata nel 1925 e che nel 1931 i dirigenti fascisti locali ingiunsero al parroco di chiudere il circolo di Gioventù maschile.
Nel 1935 era presidente diocesano di Gioventù maschile il rag. Roberto Guadalupi. Nel 1936 da una lettera, datata 22 maggio 1936, di don Daniele Cavaliere, presidente della giunta diocesana di AC, si legge di una messa di suffragio in memoria di Amerigo Scafoletti (già presidente dell’Unione Uomini).
Nella diocesi di Brindisi custode della memoria associativa dagli anni 40 agli anni 70 è stata la signorina Rita Botrugno che ha dedicato la sua vita alla chiesa e all’AC. Curò per molti anni il movimento dei “fanciulli cattolici” affidato alla cura delle donne cattoliche. La sua opera di educatrice ha inciso nelle coscienze di molti fanciulli che con gratitudine ne ricordano ancora la significatività nella loro vita. La signorina Botrugno fu anche presidente della “Unione Donne” fino al 1970, anno in cui entrò in vigore il nuovo Statuto e i rami dell’Associazione furono unificati. Nella diocesi di Ostuni in questo periodo storico sono da ricordare le signore donna Sofia Tanzarella e donna Addolorata Pomes e per l’Unione Uomini il sig. Alfredo Giovene e il prof. Mario Zaccaria.
È significativo ricostruire la storia della nascita dell’associazione a Locorotondo dove dai documenti ritrovati si evince che la Gioventù Femminile fu fondata nel 1935 (24 novembre, data del primo incontro). La Gioventù Maschile nacque ad opera di un giovane sacerdote don Rocco D’Alò. E’ importante analizzare la struttura del gruppo: erano presenti il gruppo rurale, il gruppo FUCI, il gruppo operaio; l’impegno formativo riguardava tutti. Avevano come servizio quello di animare la liturgia, la vita sociale e politica del paese. La formazione e la missionarietà erano gli aspetti costitutivi di questi gruppi, le settimane di ritiro, la catechesi sistematica ed i ritiri di “perseveranza” nutrivano la vita di questi giovani che nel servizio alla parrocchia e alla città sceglievano di raggiungere tutte le famiglie che vivevano nelle campagne.
La storia dei gruppi del resto della diocesi era abbastanza sovrapponibile per articolazione, il servizio e lo stile formativo.
Questo percorso articolato in quattro rami coordinati dalla Giunta si concluse con il Concilio.
Nel 1970 ha inizio il cammino associativo post-conciliare, l’associazione viene unificata sotto la guida di un unico presidente. Sono questi gli anni del fermento conciliare della democratizzazione; sono anni di grande lavoro e grande impegno che ad Ostuni sono contrassegnati dalla guida del dott. Tonino Marseglia e a Brindisi del dott. Luigi De Tommasi. La storia delle due associazioni camminò parallelamente fino al 1989 anno dell’unificazione delle due presidenze a seguito dell’unificazione delle due diocesi avvenuta il 30 settembre 1986,mentre era arcivescovo S. Ecc.za Mons. Settimio Todisco. Il primo presidente diocesano unitario è stato il prof. Giancarlo Canuto .
Il resto dell’esperienza associativa è storia recente e coincide con la vita di molti di noi. Oggi il nostro cammino continua con la guida pastorale di S. Ecc.za Mons. Rocco Talucci.

SCELTE QUALIFICANTI DELL’AZIONE CATTOLICA DIOCESANA
La vita dell’associazione diocesana è stata segnata dalla disponibilità e dalla testimonianza di tanti fratelli che ci hanno preceduto nel servizio alla nostra Chiesa locale e alla nostra gente mantenendo vive e inalterate nel tempo le finalità e le motivazioni della nostra associazione. In un verbale di un incontro del 1935 veniva detto “…la giovane di AC deve espandersi, deve essere il braccio forte del sacerdote cercando di portare anime a Gesù, coadiuvando così a ciò che ha fatto lui stesso sacrificandosi, fino a morire sulla croce per la salvezza di ognuna delle anime nostre”. Oggi il nostro cammino associativo è incentrato su Gesù: “con lo sguardo fisso su Gesù” (Eb 12,2). Il suo Volto è il continuo termine di riferimento per la nostra azione formativa che deve mirare a fare emergere nelle persone il Volto di Gesù: “perché sia formato Cristo in voi” (Gal 4,19).
Da questo scaturiscono le nostre scelte qualificanti dell’AC in diocesi:
• La fedeltà all’azione dello Spirito che alimenta l’impegno di santità e la forte interiorità; parafrasando santa Chiara diciamo: “guarda, considera, contempla e brama di imitarlo o nobilissima regina” (lettera ad Agnese di Praga). Solo nella contemplazione intesa come amore totale per il Creatore e il Creato possiamo realizzare la misura alta della vita.
• La fedeltà alla Parola, alla frequenza all’Eucarestia e al Sacramento della Riconciliazione. Una vita sostenuta dalla direzione spirituale e dalla frequenza agli esercizi spirituali, che sono i luoghi di frequentazione e di incontro con il Signore.
• La fedeltà alla Chiesa che si esprime con l’impegno nella vita di comunione e nell’approfondimento magisteriale, teologico e catechetico - pastorale; con il servizio alla diocesi e alle parrocchie e con la comunione piena con l’Arcivescovo e i presbiteri.
• La fedeltà al tempo e alla storia che si esplicita amando il creato, il mondo e la vita e vivendo la nostra vocazione in ordine all’evangelizzazione, alla missionarietà, al servizio al mondo e alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della città, cioè alla vita degli uomini.
• La fedeltà alla nostra laicità, cioè la formazione di coscienze che sappiano essere l’anima del mondo. Questa è la finalità ultima della nostra associazione. “…per la loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e orientandole secondo Dio. I laici vivono nel secolo cioè implicati in tutti e singoli doveri e affari del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è come intessuta” (GS n. 31). Vivere una laicità che sa accettare la realtà, che sa trasformare trasformandosi e trasformando quella parte di realtà che le è stata affidata. Una laicità che si esprime in una singolare forma di ministerialità laicale, che ci chiede corresponsabilità e partecipazione.
• La fedeltà all’uomo che si esprime con l’attenzione, l’accompagnamento, l’ascolto, la disponibilità, gli itinerari di formazione che tengano conto dei destinatari nella loro situazione di vita, la conoscenza dei problemi è la capacità di intravedere e costruire le soluzioni.

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